La Si-Mona Ventura abbandona il Mona Dario Lele Mora

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La Si-Mona Ventura abbandona il Mona Dario Lele Mora

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23 Jan 2006, 06:26 #1

OH LELE, OH LALA’ – A TELECAMERE ACCESE LA MONA VENTURA ABBANDONA AL SUO DESTINO DARIO MORA, DETTO LELE – E’ L’INIZIO DELLA CADUTA DEL PIU’ POTENTE MANAGER DELLO SHOWBIZ DE NOANTRI? (HA LASCIATO MILANO E LE DUE VILLE DEL SOLLAZZO IN COSTA SMERALDA)...

Al gentile pubblico – giustamente –non fregherà una mazza. Ma il ping-pong a palline avvelenate avvenuto oggi, domenica, tra Simona Ventura e il celeberrimo agente-manager Lele Mora, equivale a un terremoto nel mondo dello showbiz de noantri. Ospite (senza motivo) a “Buona Domenica” e senza che Ciccio Baffo Costanzo gli chiedesse qualcosa in merito, Lele ha comunicato la rottura con la mejo Mona del suo bigoncio: "Sì, forse non sono più l'agente di Simona perché l'agenzia di Corona è responsabile di scoop che le hanno dato fastidio".

Fabrizio Corona, da sempre cocco di Lele, è il responsabile del recente servizio fotografico in Kenia che ha colto la Ventura in compagnia di un signore che poi era solo un amico del clan Briatore, colà villeggiante. Lo “scoop” di Malindi è stata la goccia che ha fatto traboccare il vasino del gossip. Precedentemente era avvenuta una rissa tra i fotografi di Corona e quelli di un’altra agenzia impegnati a flashare la Ventura attovagliata con l’ex coniuge Bettarini in un ristorante di Milano. Per la Mona, le dritte a Corona erano spifferate dallo stesso Mora. Di qui, lo scazzo. E tra la soubrette e Corona, Lele avrebbe preferito Corona. Amen.

A poche ore dall’outing di Mora, è toccato a Simona di liquidare il suo ingombrantissimo agente. E’ successo all’Auditorium capitolino durante la registrazione dei Telegatti. Nel discorsetto di ringraziamento, in mano la statuina coi baffi, la Ventura ha accennato a Lele Mora comunicando che il loro sodalizio appartiene ormai ai giornali patinati di ieri. Secondo amen.

L’addio della Mona – con Ferilli e Brilli, punta di diamante di una scuderia zeppa di “famosi per essere famosi” (i “lelemoridi” Costantino, Daniele Interrante, Ana Laura Ribas, Luisa Corna, Little Tony, etc.) - è però solo l’ultimo masso della caduta Mora Dario, detto Lele. Ha abbandonato la sede centrale di Milano per rifugiarsi in un castellotto in Svizzera; ha venduto le due ville in Sardegna, sollazzo dell’estate cafonal; ha nominato suo @#%$ il sodale Roberto Lorenzi, detto “La Gina”. Una sorta di abbandono cui avrebbero contribuito – pare, sembra, dicono - anche le attenzioni delle Fiamme Gialle, da un anno alle prese con i conti della sua azienda Lm Management. Comunque, dopo il benservito di Simona, nulla sarà come prima.

DIVERTIRSI CON LELE MORA
Domenico Marcello per Il Diario – (Agosto 2005)

Vip, paparazzi, cronisti compiacenti. Imprenditori dal passato torbido, agenti delle star, miliardari a caccia di divette, poliziotti che chiudono un occhio.
Il casting è degno di L.A. Confidential. Gli esterni anche: sole, mare, spiagge. Non è stato facile trasformare nella California un angolino di terra sarda dove “a mezzo chilometro dal Billionaire ci sono uomini che cenano con le croste di pecorino”. Lo ha detto Gigi Riva, gloriosa ala sinistra del Cagliari e dirigente della nazionale italiana.

Riva non frequenta il Billionaire, ma molti dei suoi ragazzi sì. Fra gli habitués ci sono Gianluigi Buffon, Fabio Cannavaro e, naturalmente, Christian Vieri, in cerca di rilancio (e di convocazione ai Mondiali 2006) con la nuova maglia del Milan.

Ci sono anche quelli un po’ meno famosi. Uno di loro si chiama Stefano Bettarini. In nazionale c’è andato una volta sola anche perché, senza offesa, in azzurro si è visto di meglio. Che c’entra lui con la Costa Smeralda? Bettarini è uno degli esempi di come funziona il modello economico dalle parti di Porto Cervo.

Ma prima di esaminare il suo caso, bisogna presentare i personaggi e gli interpreti principali. Allora motore sulla scena 1. Esterno notte: Porto Cervo, discoteca-ristorante Billionaire.
È sabato 16 luglio e si tiene il galà di inaugurazione annuale. Fra i presenti si notano Simona Ventura, Aida Yespica, Alena Seredova, neofidanzata di Buffon, l’ex modella e stilista argentina Valeria Mazza, la contessa Marta Marzotto, l’americano-libanese Tom Barrack, che ha rilevato gli hotel dell’Aga Khan, il giornalista embedded Alfonso Signorini, i piloti di Formula Uno Fernando Alonso e Gianfranco Fisichella, il ciclista Mario Cipollini.

C’è Giuseppe Cipriani, figlio dell’inventore dell’Harry’s bar Arrigo e curatore del rinfresco (tortino di tonno, risotto all’astice, branzino arrosto). Ci sono fotografi, vip di seconda fascia e quel pugno di cumènda che è l’unica categoria disposta a pagare caro, a pagare tutto.

A livello ornamentale, ci sono, come si dice in termine tecnico, le gnocche ossia quella categoria vaga di starlettes di seconda e terza fascia che puntano alla promozione in serie A con i mezzi offerti dalla natura. E poi ci sono i padroni. Il Billionaire è di tre soci. La maggioranza (80%) ce l’ha una società belga che si chiama Laridel e fa capo a Flavio Briatore da Verzolo (Cuneo), direttore della scuderia Renault di Formula Uno, e ad altri soci. Il 10% è in mano della Dani Comunicazione, società di pubbliche relazioni dell’altra cuneese Daniela Garnero sposata Santanché, l’onorevole più glamour della Casa delle libertà. Il 10% rimanente se lo è comprato a fine 2004 la Lm management di Dario detto Lele Mora.

Il lavoro principale di Mora è l’agente di spettacolo. Rappresenta anche calciatori, sportivi, e giornalisti. Ne ha circa 100 e ognuno gli versa una percentuale sui ricavi che arriva al 20%. L’anno scorso Lm management ha incassato commissioni per 8,4 milioni di euro. Della scuderia fanno parte, fra gli altri, Nancy Brilli, Sabrina Ferilli, Natalia Estrada, compagna di Paolo Berlusconi, Anna Falchi, moglie di Stefano Ricucci, Luisa Corna, la soubrette più amata dai leghisti, Emanuela Folliero, Manuela Arcuri, Walter Nudo, Daniele Interrante, Costantino Vitagliano.

Per il settore stampa, Mora cura l’immagine di Emilio Fede, il direttore del Tg4 e compagno di poker di Briatore nei primi anni Ottanta, di Pietro Calabrese, direttore di Panorama (Mondadori), di Silvana Giacobini, ex direttore di Chi (Mondadori), di Fabrizio Del Noce, direttore di Raiuno. Lm management segue anche il capitano del Milan Paolo Maldini e il suo amico e socio d’affari Christian Vieri che ha trascorso venti giorni in villa da Mora mentre Sergio Berti, procuratore sportivo dell’attaccante, otteneva il trasferimento di Bobo dall’Inter di Massimo Moratti al Milan di Adriano Galliani, sponsor storico del Billionaire.

Mora curava Giovanni Trapattoni quando il Trap era commissario tecnico della nazionale (fu lui a convocare Bettarini). Ma la sua punta di diamante è Simona Ventura, detta Simo, già sposata con un calciatore (Bettarini), quando la nazionale era allenata da Trapattoni. Simo, che secondo Lele vale oltre 5 milioni di euro l’anno, è più di una semplice cliente. Socia di Mora nell’immobiliare Ventitre, è amica di vecchia data di Galliani, nonché amica e vicina di casa di Vieri.

Una famiglia unita, insomma, dotata di una rete che funziona in modo cooperativo. Il settimanale mondadoriano Chi ha bisogno di una copertina? Ci pensa Lele. Si organizza un servizio finto rubato che lancia il nuovo amore fra Simo e il giovane Cipriani. Sguardi rubati, gesti complici, addirittura un bacino sulla guancia e pezzo firmato Signorini. Tutto accade, ovviamente, il 16 luglio all’inaugurazione del Billionaire e finisce sul numero 29 di Chi, dove figura anche l’ex signor Ventura Bettarini, anche se in fondo al giornale.

La macchina funziona così bene che gli sponsor fanno la fila. Sono loro che permettono di sfamare le centinaia di ospiti che Mora accoglie nelle sue due ville di Porto Cervo:19 stanze in tutto, 25 frigoriferi con dentro i ravioli Rana, i coni Algida, le lattine di Red Bull, l’acqua minerale Guru prodotta apposta per Lele dallo stilista i calciatori e veline Matteo Cambi, che quest’anno sponsorizza anche l’atteso concorso di bellezza Miss Billionaire.

Nel parco mezzi di trasporto ci sono Fiat Idea, alcune Volkswagen, otto Ducati limited edition for Lele Mora e un jet da 30 posti parcheggiato nell’hangar dell’Ata, lo scalo privato di Linate, pronto a prelevare gli ospiti di maggior riguardo.

Questa è la serie A. Ma Mora rappresenta un fiume di veline, letterine, microfonine e sexy paparette. Sono quelle che fanno la fila per una foto con al Habtoor, Sa’adi al Gheddafi, Sheikh Modhassan o altro nababbo petrolifero in navigazione nel Mar di Sardegna. Il teleobiettivo inquadra la @#%$ che incede lungo la passerella dello yacht. Poi, come si dice, se son rose fioriranno. Di certo, la rete di Mora garantirà la comparsata in carta patinata, o magari nei palinsesti tv dell’estate, al fianco di bellocci fisicati con la fabbrichètta e l’orologio alla caviglia desiderosi di costruirsi una fama di playboy.

Tutto questo, naturalmente, ha un prezzo.
Il tariffario ufficiale dello smistamento vip varia in base alla caratura del personaggio, al tipo di impegno e al desiderio di pagare le tasse. Una serata in discoteca di un personaggio del livello di Costantino Vitagliano può valere 8-10 mila euro. Sulla fattura ne finiscono 2 mila, tanto che Mora ha già dovuto ricorrere a una transazione con il fisco.

In tv evadere è più difficile. L’ospitata di una letterina vale 2-3 mila. Sabrina Ferilli cinque volte tanto. Lei è un po’ di sinistra per le medie del Billionaire ma Mora le vuole bene lo stesso.

Lui vuole bene a tutti salvo a due giornaliste. Una è l’ex direttore di Novella 2000 Bice Biagi, figlia del noto agitatore bolscevico Enzo, e Candida Morvillo che nel suo libro (La Repubblica delle veline, un testo fondamentale) così lo descrive: “Dario Mora, detto Lele, nato nel 1955 in provincia di Rovigo, nel 1970 sforna margherite e quattro stagioni in una pizzeria di Verona, poi si diploma alla scuola alberghiera, insegna cucina, ma cambia pelle molte volte. Qualcuno maligna che parta come parrucchiere, ma lui sostiene che nel salone dell’amico coiffeur Pasquale faceva public relation.

Negli anni Ottanta, il negozio veronese è frequentato da calciatori e mogli dei calciatori. Lele ha le pubbliche relazioni nel sangue e procaccia clienti giusti offrendo tagli gratis. Arriva anche Paolo Rossi, quando era Pablito, l’eroe del Mundial di Spagna. Quindi, sbarca la colonia degli argentini: Maradona, Caniggia, Troglio, Delgado a Verona si ritrovano per divertirsi, perché Lele organizza cene al Cenacolo e nottate di bagordi tra belle ragazze al Sesto Senso di Desenzano.

Intanto, Lele conosce cantanti come Gianna Nannini e Patty Pravo. Di Loredana Bertè diventa il manager. Nell’inverno del 1989 scoppia lo scandalo della cocaina, che tocca star della canzone e del pallone. Lele si fa tre mesi di galera preventiva, ma la pena gli sarà condonata”.

Altri segni particolari di Mora sono l’infanzia in una casa con il capoccione del Duce in bella esposizione e l’ammirazione per Ignazio La Russa, Cesare Previti e, naturalmente, per il Supervip di Villa Certosa, Silvio Berlusconi.
Dai tempi di Caniggia e Maradona, la struttura societaria del gruppo Mora si è parecchio ingrandita ed evoluta. Il marchio Lm ha la sezione entertainment, dischi (Lm records e Fonema), le due immobiliari proprietarie delle ville e una piccolissima partecipazione in Lucky well (bar-tabaccheria) con Vieri.

Tutte queste quote azionarie fanno capo a una lussemburghese che si chiama Feva investments ed è stata creata nel maggio 2000. Come tutte le lussemburghesi, Feva serve in sostanza a due cose: a ottenere un trattamento fiscale privilegiato (sempre meno privilegiato dopo le pressioni dell’Ue sul Granducato) e a schermare la proprietà. Quanto a questo, la Feva è in una botte di ferro perché è controllata da due finanziarie (Taswell investments e Cardale overseas) insediate a Tortola, Isole Vergini Britanniche, paradiso societario a prova di curiosi. Per garantirsi un riserbo a prova di bomba, la holding estera di Mora agisce tramite i fiduciari svizzeri Nicola Gianoli e Brunello Donati.

L’ultima nata della scuderia Lm è la casa cinematografica Lm production. Costituita a fine aprile del 2005, pochi giorni dopo la prima del flop “Troppo Belli” (scuderia Mora, distribuzione Medusa), la società sta già lavorando al primo progetto con un budget di 2 milioni di euro. Il film si chiama “Vita Smeralda” ed è stato girato in luglio da Jerry Calà. Fra i protagonisti, Eleonora Pedron (scuderia Mora), Vitagliano (scuderia Mora), Daniele Interrante (scuderia Mora), Anna Falchi (scuderia Mora-Bnl-Rcs). Sarà il film di Natale ed è stato lanciato da Signorini come primo reality movie della storia del cinema, qualunque cosa voglia dire.

Fra gli invitati alla première non potrà mancare anche il socio paritario di Mora nella Lm production. Si chiama Andrea Carboni, ma si fa chiamare Marco per non confondersi con lo zio. Nato a Roma nel 1963, Carboni è di famiglia sassarese. Suo padre è Flavio Carboni, 73 anni, rinviato a giudizio per quello che ormai persino Licio Gelli chiama l’omicidio del “banchiere di @#%$” Roberto Calvi, appeso a una corda sotto il Blackfriars’ Bridge di Londra un’estate di 23 anni fa. Condannato per la bancarotta del Banco Ambrosiano, Carboni è stato amico di Beppe Pisanu, attuale ministro dell’Interno, di Paolo Berlusconi con il quale ha lavorato al progetto edilizio Costa Turchese (Olbia). Inoltre, è in ottimi rapporti con Romano Comincioli, l’ex compagno di scuola del presidente del Consiglio, manager di Publitalia e leader di Forza Italia in Sardegna.

Proprio Comincioli ha inserito i figli di Carboni nel giro del business procurando loro contratti con la concessionaria pubblicitaria del Biscione. Marco Carboni, infatti, si occupa principalmente di cambio merci, cioè intermedia pagamenti in oggetti contro inserzioni sui giornali e sulle reti televisive. Il contatto d’affari è emerso dai verbali dell’ultimo processo subito dalla famiglia Carboni.

Sei anni fa, infatti, nel 1999, Flavio, il fratello Andrea e i figli Andrea Marco e Claudio sono stati arrestati con l’accusa di avere riciclato denaro del boss camorrista Pasquale Centore.

L’investimento riguardava il complesso turistico Smeralda Village di Porto Rotondo (1800 euro a settimana in alta stagione, un prezzo popolare per la zona). Il processo si è concluso nel 2002 con la condanna di Centore e l’assoluzione di Carboni padre e dei figli, per i quali l’accusa aveva chiesto 10 e 8 anni rispettivamente. Il tribunale ha accolto la tesi dei Carboni, che hanno sostenuto di ignorare l’origine del denaro e pertanto hanno fatto ricorso a semplice “credito privato”.

L’incidente di percorso non ha impedito a Marco Carboni di essere inserito in pianta stabile nella Hall of Fame su internet dei Vip che frequentano il Billionaire. In alcune foto dell’estate 2002, subito dopo la conclusione del processo, è ritratto insieme alla modella Moran (miss Israele), all’ex governatore forzista della Sardegna Pili e al padrone di casa Briatore.

In questo splendore di mondanità, politica e bottiglie di champagne servite in tavola dalla @#%$ a 2 mila la bottiglia, la cosa più buffa è che il Billionaire non va neppure bene. Gli ultimi dati disponibili (2003) riportano incassi, cioè fatture e scontrini fiscali, per 2,5 milioni di euro e una perdita netta di 520 mila euro, 1 miliardo di vecchie lire tondo.

La relazione di bilancio parla di “problemi registrati nella gestione della tesoreria”, “accumulo di rimanenze merci”, “impedimenti nell’incasso di alcune fatture emesse”, “aumento dei costi di produzione che non ha generato uguali aumenti nei ricavi”. Si criticano anche le “politiche di gruppo adottate dal socio di maggioranza (Laridel, ndr) “ e i conseguenti “disagi nella gestione dei fornitori” con un ricorso a “crediti per l’utilizzo dello scoperto sul conto bancario”.

Insomma, Briatore sembra avere grandi doti di manager automobilistico e di public relation man, però scarseggia nella gestione dell’entertainment.
Se il Billionaire piange, il Twiga, i bagni-discoteca-ristorante sul lungomare di Marina di Pietrasanta, non ride. Il locale posseduto dalla Laridel di Briatore, dal giornalista-showman Paolo Brosio, dall’on. Santanché e dal cittì della nazionale e simpatizzante diesse Marcello Lippi, ha ricavi 2003 per 3,5 milioni e perdite per 855 mila euro. È vero che l’iscrizione costa 10 mila euro all’anno ma le spese sono molto alte.
Nel maggio 2004 il locale ha anche subito un incendio doloso che ha riportato danni modesti.

Molto peggio è andata a un altro locale di riferimento dei divi costasmeraldini. Il ristorante Satin di via Rastrelli, a due passi dal Duomo di Milano, è stato completamente distrutto dalle fiamme l’8 giugno di quest’anno. Il locale alla moda, con marchio registrato, era stato aperto tre anni fa dalla Ventitre, l’immobiliare controllata da Simona Ventura e da Diana Mora, figlia di Lele.
Cose che capitano, in continente. In Costa Smeralda, fra i pezzi grossi e quelli incaricati di proteggerli, difficile che ci scappi la fiammata. Forse per quello i conti vanno male. La polizia entra gratis e il vip è come il delitto. Non paga.

fonte 213.215.144.81/public_htm...22016.html
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